Famiglia
I
nostri genitori sono certamente il nostro primo incontro in assoluto, è grazie
a loro, infatti, che cominciamo ad approcciarci con il mondo al di fuori di noi
stessi. In primo luogo, la famiglia è uno spazio chiuso, almeno fino a quando
non siamo in grado di parlare e camminare e arriva il momento della scuola. L’incontro
con i nostri genitori è sicuramente decisivo per la nostra formazione, possiamo,
a questo proposito, richiamare gli ampi studi di Freud sul bambino e sul
rapporto con il padre e la madre. Secondo le sue teorie, infatti, al rapporto
con i genitori nei primi anni di vita è dovuta la corretta formazione psichica
dell’individuo. Un primo incontro con ciò che è al di fuori di noi stessi,
quindi, è fondamentale per imparare a relazionarci con il mondo.
Vediamo
ora, però, un altro tipo di incontro, cioè quello che, in età adulta,
relazionandosi con i familiari, permette di cambiare prospettiva. Possiamo
vederne due esempi straordinari nei due grandi poemi epici di Omero, l’Iliade e l’Odissea, citando due degli incontri più significativi in essi:
l’incontro tra Achille e Priamo e l’incontro tra Telemaco e Ulisse.
Omero: Eroi e sentimenti
I sentimenti e gli affetti famigliari possono
agire come fonte di ispirazione, modificare il punto di vista sulle situazioni
e smuovere decisioni irremovibili. Sentimenti e affetti sono, infatti, i motori
dell’azione in due decisive scene nei due poemi.
In
questi due episodi troviamo tutta l’affettività del rapporto padre-figlio che
fa smuovere in entrambi i casi i cuori dei protagonisti e manda avanti la scena
con un cambio di prospettiva.